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Carte d'arte on-line (www.cartedarte.it) - 020201
L' economia della cultura / Ferrara
Il successo di Sisley
Andrea
Buzzoni, responsabile della programmazione di Ferrara Arte, e l’Amministratore
Unico dello stesso organismo, Francesco Ruvinetti, documentano, con legittima
soddisfazione, il successo della mostra che Palazzo dei Diamanti ha appena
dedicato ad Alfred Sisley, il “poeta dell’impressionismo”. I
biglietti effettivi sono stati 139.364, numero che pone la retrospettiva
dell’artista inglese tra le prime quattro dell’intera storia espositiva di
Palazzo dei Diamanti. Un risultato eccellente che ha avuto ripercussioni anche
sul versante economico: la mostra chiude con un attivo di 128 milioni, pari alla
differenza tra il costo (2.493 milioni) e il ricavo (2.621 milioni di lire). Da
notare che nel preventivo, gli incassi erano stati calcolati in “soli” 1.803
milioni, per cui, a conti fatti, il maggior gettito è stato di oltre 800
milioni. La biglietteria ha reso 1.664 milioni e 957 il bookshop. Altri 319
milioni sono andati ai privati che avevano offerto, in conto vendita, i loro
prodotti, portando quindi l’incasso complessivo a 2.940 milioni. L’indagine,
come sempre molto puntale, che Ferrara Arte ha compiuto sui visitatori, evidenza
come il 78,7 per cento di essi sia venuto a Ferrara spinto solo dal desiderio di
visitare la mostra, decidendo poi (73,3 %) di allargare la visita alla città e
ad altri musei, confermando con ciò il forte potere di traino delle mostre dei
Diamanti nei confronti dell’intera città. I giudizi del pubblico sono stati
positivi per il 92,4 per cento dei visitatori. Visitatori che, per oltre la metà,
hanno un’età tra i 41 ed i 65 anni ed una istruzione medio-alta. Sisley
conferma l’andamento positivo della recente programmazione dei Diamanti: Il
conto economico del 2001 (anno in cui sono state proposte due mostre di target
alto, “Da Canaletto a Constable” e “Da Dahl a Munch”), era stato
contrassegnato da un risultato positivo di 357 milioni (differenza tra uscite ed
entrate) e un bilancio di poco inferiore ai centomila visitatori. A conferma del
fatto che i Diamanti riescono ad attrarre pubblico di qualità anche per mostre
oggettivamente tutt’altro che “nazional – popolari” com’è confermato
dalle due del 2001, dedicate l’una alla pittura di paesaggio inglese
e la seconda alla pittura di paesaggio norvegese dell’Ottocento. Ferrara
Arte e Ferrara Musica, volute allora dal sindaco Soffritti, dimostrano
entrambe che scelte di alto profilo e lungimiranti danno frutti duraturi,
portando la città estense nel mondo. Ora
l’attenzione è puntata sulla “scommessa Sargent”, una mostra (dal
22 settembre 2002 al 6
gennaio 2003) che, per la prima volta, presenta in Italia le opere del grande
artista americano.
(a.q.)
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