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Carte d'arte on-line (www.cartedarte.it) - 040103
PIERO DORAZIO, una biografia
Questa biografia è tratta, con poche modifiche redazionali, dal Quaderno che accompagna la mostra della Pinacoteca casa Rusca di Locarno, aperta fino alla fine di maggio 2004.
1927-1945 Piero Dorazio nasce a Roma il 29 giugno 1927. Con il suo compagno di
scuola Angiolo Bandinelli frequenta lo studio del padre
dell’amico, il pittore Aldo Bandinelli, artista legato a "Valori
Plastici". Il suo debutto risale al 1942-1943. Dorazio dipinge, su tele
di piccole dimensioni, paesaggi della campagna romana e nature morte. Dopo
la maturità si iscrive alla facoltà di architettura
che frequenta per quattro anni senza conseguire la laurea alla fine degli
studi. In occasione di una presentazione
di opere di studenti romani organizzata da Achille Perilli, Mino Guerrini,
Lucio Manisco e Dorazio nel loro liceo (“Giulio Cesare”), fanno
la conoscenza di altri aspiranti pittori: Carlo Aymonino, Carlo
Busiri-Vici, Alfio Barbagallo, Renzo
Vespignani. Assieme decidono di formare un gruppo, '"Arte
Sociale", ed espongono i loro lavori nella
sede del Partito Socialista a Roma. "Arte Sociale" aspirava al
rinnovamento della società e della cultura. 1945-1948
Il congresso
del Psi provoca la divisione dei protagonisti di "Arte Sociale".
Dorazio, Guerrini, Manisco e Perilli decidono
di formare un loro gruppo. Lasciano il Psi che si allea al partito
comunista. Tramite
Aymonino, Dorazio e i suoi amici avevano fatto la conoscenza di Renato
Guttuso. Il suo studio di via Margutta era
un luogo d'incontro per molti artisti fra i quali, oltre ad altri, Piero
Consagra, Antonio Corpora, Giulio Turcato, Mario
Mafai, Nino Franchina e, talvolta, Gino Severini. Nello studio di Guttuso
circolano libri e riproduzioni sul cubismo.
Lunghi dibattiti sul modo di condurre il rinnovamento delle arti e di
ricostruire uno stretto rapporto tra l'arte e la società dividono
gli artisti. Dorazio, Perilli, Guerrini, Manisco e Ripellino rifiutano
molto presto il populismo e le tesi del realismo socialista dei pittori e
degli intellettuali comunisti Guttuso, Mafai, Mario Socrate, Marco
Cesarini Sforza e Antonello Trombadori. Ripellino, specialista della cultura slava e
dell'avanguardia russa, informava i suoi amici sulle idee,
le esperienze e le disillusioni dei cubo-futuristi e dei costruttivisti
dopo la Rivoluzione d'Ottobre. Le teorie di Zdanov alle quali si
allineavano gli artisti del Pci rappresentano per Dorazio e i suoi amici
una limitazione della libertà faticosamente
conquistata, un ostacolo alle ambizioni europee e internazionali dei
giovani artisti. Dorazio fa visita a Severini nel suo studio di Roma.
Perilli e Dorazio iniziano uno studio approfondito dei testi futuristi e
si mettono alla ricerca dei quadri allora completamente screditati. Fondazione
del gruppo “Forma 1”. I protagonisti del movimento si situano in
aperta opposizione al realismo socialista, all'espressionismo,
agli emuli della scuola romana, al provincialismo della cultura italiana e
denunciano le intrusioni della
politica nella creazione artistica. Poco dopo l'uscita del “proclama”
di Forma 1, Dorazio, Perilli e Guerrini vanno a Parigi. Fanno
visita allo scultore Adam, che lavorava allora nello studio di Picasso, ai
pittori Pignon, Fougeron e Lapique. La scoperta
dell'impressionismo e del cubismo costituisce per i giovani artisti il
fattore determinante del viaggio. Dorazio ottiene una borsa di studio che
gli consente di trasferirsi a Parigi dove Gino Severini e Alberto Magnelli
hanno il loro punto di riferimento. 1948-1951 Dorazio, Perilli e Guerrini lasciano "Forma 1" e presentano una
mostra del loro nuovo gruppo "Arte Concreta" alla Galleria Tanino Chiurazzi a Roma. André Bloc, direttore di "Art d'Aujourd'hui",
propone a Dorazio l'incarico di corrispondente della rivista in Italia. Lucio Fontana invita Dorazio a
collaborare alla Triennale di Milano. 1951-1952 Con
lo scrittore Colla, Dorazio pubblica, nell'ambito della Fondazione
Origine, la rivista "Arti Visive". La Fondazione Origine
è frequentata da numerosi artisti americani, fra i quali Cy Twombly e
Robert Rauschenberg. Dorazio ottiene una borsa di studio del
governo francese e trascorre quattro mesi a Parigi. Vede regolarmente
Magnelli, Vantongerloo e Dewasne. E'
incaricato del progetto di allestimento delle sale della mostra di Medardo
Rosso alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. In giugno
Dorazio parte per gli Stati Uniti, invitato a partecipare allo Harvard
International Summer Seminar (Harvard
University, Cambridge). Durante l'autunno si stabilisce a New York. Grazie
a Matta incontra Joseph Cornell,
Robert Motherwell, Leo Castelli (allora collezionista), Enrico Donati e
Marcel Duchamp. Dorazio
frequenta gli artisti della generazione di Stuart Davies, Fritz Glamer,
Kurt Seligman, Hans Hoffmann, ma anche i più giovani che si riuniscono da
Robert Motherwell: William Baziotes, Mark Rothko, Cy Twombly, David Smith, Ad Reinhardt, Bamett Newman. E' in rapporto inoltre con Willem de
Kooning e Franz Kline. Prima mostra personale a New York. Durante questo
primo soggiorno americano incontra il pittore e pioniere del film astratto
Hans
Richter, locarnese d'adozione. Rientra in Italia nel mese
di giugno e si stabilisce a Roma. Abbandona la Fondazione Origine
e la rivista "Arti Visive". 1954 Edizione del suo libro La fantasia dell'arte nella vita moderna, Roma,
che costituisce la prima pubblicazione sulla storia
dell'arte italiana del dopoguerra. 1955 Dorazio soggiorna a Berlino in occasione
della sua partecipazione alla mostra Junge Europäische Malerei. 1956-1957 Prima mostra personale a Roma, alla
Galleria La Tartaruga. Partecipa con tre quadri alla Biennale di
Venezia. 1958 Partecipa negli Stati Uniti a diverse collettive fra le quali quella
itinerante, intitolata Painting in Posi War Italy 1945-1957
curata
da Lionello Venturi per la Columbia University e numerosi musei americani.
Fritz Glarner, Hans Richter e Friederich
Kiesler gli fanno visita a Roma. L'anno successivo de Kooning frequenta
regolarmente il suo studio. 1959 Partecipa
all'esposizione Italienische Malerei alla Kunsthalle di Baden-Baden
e a Documenta II di Kassel. Dipinge uno dei suoi “reticoli”
policromi e gli dà il titolo”Europa Europa!”. 1960 L'università
di Pennsylvania a Filadelfia lo incarica di riorganizzare il Dipartimento
di Belle Arti. Nominato in seguito direttore
del Dipartimento, accetta l'incarico solo a condizione di lavorare per un
semestre all'anno. Dorazio viene invitato
a Zurigo da Max Bill alla mostra Konkrete Kunst: 50 Jahre. Partecipa
inoltre a Monochrome Malerei al museo di Leverkusen. Dispone
di una sala alla XXX Biennale di Venezia. 1961 Retrospettiva di Piero Dorazio al Kunstverein di Düsseldorf. In questa
occasione Otto Piene, Heinz Mack, Gflnter Uecker e Yves Klein
lo invitano a prendere parte alla fondazione del gruppo "Zero". 1963-1964 Dorazio continua ad insegnare a Filadelfia. Viene nominato "Associate
Professor". Vive e dipinge però a New York dove
ha uno studio. 1965 Prima
mostra personale alla Galleria Marlborough di New York. Dorazio partecipa
alla rassegna The Responsive Eye al Museum of Modern Art. A Roma si
stabilisce in un nuovo spazio, a Villa Giulia. 1966 Partecipa alla Biennale
di Venezia. 1967 Viene nominato "Full Professor" con cattedra definitiva
all'università di Pennsylvania, ma vive e prosegue nella sua ricerca
pittorica nel suo studio di New York. 1968 Dorazio si stabilisce per sei mesi a Berlino. Visita i paesi dell'Est e si
trova a Praga al momento dell'invasione delle truppe del
Patto di Varsavia. 1969 Dorazio visita un'esposizione allestita alla
"Graphische Sammlung" del Politecnico Federale di Zurigo, dove
può ammirare delle stampe che lo affascinano per la loro particolare grana.
Viene informato che queste acquetinte sono prodotte da Francois Lafranca,
affermato stampatore d'arte di Locamo. Ha inizio così una lunga
collaborazione con l'atelier Lafranca dove Dorazio realizza nell’arco di
venti anni numerose acquetinte. Mostra personale alla Marlborough di New
York e al museo Haus am Waldsee di Berlino. 1970 Dorazio rinuncia definitivamente all'insegnamento e si dedica alla
pittura. Primo premio alla III Biennale delle arti grafiche di Cracovia. E' per lui un'occasione per fare un nuovo viaggio
nei paesi dell'Est: Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia,
Repubblica Democratica Tedesca. Si reca a Londra dove fa visita a John
Hoyland e a Anthony Caro. Retrospettiva al museo di Belgrado. 1971 Primo soggiorno di Dorazio a Rodi dove tornerà ogni anno a passare
l'estate. Partecipa alle mostre Il cavaliere azzurro alla
Galleria Civica d'Arte Moderna di Torino e 20 artisti italiani al
Museo d'Arte Moderna del Messico. 1972 Realizza per la Scala di Milano le scenografie e i costumi del balletto La
notte trasfigurata, su musica di Arnold Schönberg. 1973 Espone
grandi tele alla Quadriennale di Roma e alle mostre Inside
Philadelphia all' Institute of Contemporary Art dell' università di
Pennsylvania e White on White al Museum of Contemporary Art di
Chicago. 1974 Lascia Roma e si
stabilisce a Todi nell'antico convento di Canonica di cui avvia un
restauro totale. 1975 Partecipa a numerose collettive: Pittura italiana d'oggi alla
Galleria Templon di Parigi e alla Galleria Espace di Montreal, Les prix
Kandinsky alla Galleria Denise René di Parigi, Color as Language al
Museum of Modern Art di New York, Empirica al Museo di Castelvecchio di
Verona e al Quartiere Fieristico di Rimini. 1976 Inizia la collaborazione con la Galleria André Emmerich di New York.
Numerosi artisti italiani e stranieri gli fanno visita nel
suo studio di Todi nel corso degli anni settanta: Sanfilippo, Santomaso,
Cy Twombly, John Hoyland, Mike Moon, Jasper Johns, Nick Carone, così come
gli storici Edward F. Fry e Barbara Rose. Partecipa alle mostre Burri, Dorazio, Fontana, Nigro alla Galleria del
Milione di Milano ed Europa-America, alla Galleria d'Arte Moderna
di Bologna. 1977 Mostra presso André Emmerich a New York.
Pubblicazione del catalogo ragionato Dorazio presso le edizioni
Alfieri. 1978 Per sottolineare il suo disaccordo in merito al contenuto,
all'organizzazione e all'allestimento della mostra La metafìsica del quotidiano alla Galleria d'Arte
Moderna di Bologna, Dorazio ritira i suoi quadri il giorno dell' inaugurazione. 1979 Prima retrospettiva in Francia, al Musée d'Art Moderne de la Ville de
Paris. La mostra viene successivamente presentata alla Albright-Knox Art Gallery
di Buffalo e in numerosi musei degli Stati Uniti. 1981 Il
Wilhelm Hack-Museum di Ludwigshafen e la Neue Pinakothek, Bayerische
Staatsgemäldesammlungen di Monaco ospitano la mostra di Buffalo. 1982-1983 Retrospettiva
al Museum Quadrat di Bottrop e alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di
Roma. Mostra antologica delle incisioni alla Stamparte di Bologna. Dorazio
partecipa alla mostra Italian Art 1960-1980 presso la Hayward
Gallery di Londra e alla Carnegie International Exhibition al
Camegie Institute di Pittsburgh. 1984 Inizia la sua
collaborazione regolare alla pagina dell'arte del Corriere della Sera. 1985 Viaggio in Giappone in occasione di una mostra alla Galleria Seibu di
Tokyo. Retrospettiva alla Loggetta Lombardesca di Ravenna. 1986 II Presidente della Repubblica consegna a Piero Dorazio il premio
dell'Accademia Nazionale di San Luca. Mostra alla Face
Gallery di Tokyo. Nuovo viaggio in Giappone. Mostra alla Stamparte di
Bologna dal titolo “Ab ovo”, con opere tutte ovali, che viene
poi trasferita a Padova. 1988 Sala personale alla Biennale di
Venezia. Dorazio la dedica alla memoria del poeta Giuseppe Ungaretti. 1990-1991 Piero Dorazio riceve
il premio "Alcide de Gasperi" per le arti e le scienze. Mostra
antologica al Musée de Grenoble e alla Galleria
Comunale d'Arte Moderna di Bologna in cui vengono esposti ottanta dipinti. 1992 II Kunstverein di
Ludwigshafen presenta un'ampia retrospettiva di lavori su carta
(1946-1992). Piero Dorazio è nominato membro della Akademie der Künste di
Berlino. E' associato all'Accademia Nazionale di San Luca a Roma. 1994-1996 Fra il 1993 e il 1996
dirige la realizzazione di cinquanta grandi mosaici di artisti nazionali e
internazionali nella metropolitana di Roma (Arte-Metro-Roma).
Progetta uno dei tre mosaici della stazione Colosseo insieme a Kenneth
Noland
ed Emil Schumacher. Mostra antologica al museo civico di Atene nel 1994. 1997 Gli viene assegnato il premio
"Michelangelo" dall'Accademia dei Virtuosi del Pantheon.
Partecipa alla mostra Les figures de la Liberté e, al Centre Pompidou di Parigi, alla rassegna internazionale Face à
l'Histoire. 1998 La Città di Belluno organizza una mostra
che documenta 50 anni di lavori su carta mentre il Comune di Milano
presenta un'antologica di dipinti degli
anni 1960-1970 al Padiglione d'Arte Contemporanea. 1999 Esegue una grande vetrata a colori per il
Palazzo della Cultura di Acilia (Roma). 2000 La Carima e il Comune di Macerata gli
assegnano il premio di pittura "Scipione". 2002 In occasione del
75mo compleanno di Dorazio viene pubblicata la monografia curata da
Annette Papenberg-Weber Piero Dorazio. Die künstlerische Formierung bis 1959 presso l'editore Schwabe di Basilea. Mostra Piero Dorazio, 75, Celebrating six decades of art nel Museum of Modem
Greek Alt, Rodi, Grecia. Gli viene assegnata la cittadinanza d'onore di Rodi, l'isola dove Piero Dorazio vive in estate. Esposizione
personale alla Galleria Valentien, Stuttgart. 2003 Mostre antologiche
presso PIstitut Valencià d'Art Modem (IVAM) a Valencia, il Kunstmuseum
Bayreuth in Germania e l'Istituto
Italiano di Cultura "C.M. Lerici" di Stoccolma. 2004 Esposizione retrospettiva alla Pinacoteca
Casa Rusca di Locarno.
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